MARIA CRISTINA VESPA
Redazione Azimuth
Perché educare ad un corpo “resistente”, fisicamente allenato, pronto a fronteggiare le sfide della vita.
INTRODUZIONE
Dei quattro punti di B.-P., è forse, per alcuni aspetti, quello sul quale ci si sofferma meno a riflettere.
È invece interessante riscontrare come i capitoli dedicati alla salute, vigore ed efficienza fisica e alla cura del corpo non manchino mai nelle opere di B.-P., risultando sempre sorprendente la modalità con cui egli affronta tali temi nella loro complessità, adottando una prospettiva molto più ampia di una semplice educazione fisica o allenamento dei sensi. E soprattutto, la salute ed efficienza fisica viene da lui trattata in modo davvero concreto, con un approccio originale e tutt’ora, molto attuale.
B.-P. sostiene che «la buona salute e la forza fisica hanno un valore incalcolabile per il successo nella professione e per godere della vita» (Baden-Powell, 2006, 73).
A livello pedagogico, egli le ritiene più importanti di una istruzione effettuata sui libri in quanto hanno lo scopo di facilitare nel ragazzo una presa di responsabilità verso la propria salute attraverso la graduale acquisizione di comportamenti salutotropi quali la pulizia personale, il rispetto del ritmo sonno/veglia, un sano rapporto con il cibo, l’abitudine alla regolarità e il senso del limite (Baden-Powell, 2006, 74).
L’INTUIZIONE DI B.-P.
Baden-Powell, entrando in polemica con l’educazione del suo tempo, in cui si considera in maniera smisurata o in maniera insignificante l’attività fisica (Bertolini–Pranzini, 2003, 55), afferma che è inestimabile la valenza di una formazione che sviluppi integralmente e in modo armonico le personalità dei ragazzi. Alla luce di questa ottica risulta dunque fondamentale nel processo educativo una particolare attenzione anche alla fisicità della persona e al suo buono stato di salute, cose queste che, dal punto di vista del padre dello Scautismo, sono più importanti di una istruzione fatta sui libri e quasi ugualmente rilevanti rispetto alla formazione del carattere (Baden-Powell, 2006, 73).
Lo Scautismo non propone un nuovo modello di educazione fisica ma utilizza quanto di positivo è stato fatto dalla persona per se stessa, insistendo sul principio di uno sviluppo armonioso di tutto il corpo umano, suggerendo di «insegnare al ragazzo ad essere personalmente responsabile della propria salute, e del come acquistarla e conservarla. […] La salute fisica porta con sé la salute nervosa e la salute della mente. Ecco dove la nostra formazione del carattere si innesta sulla formazione fisica» (Baden-Powell, 2006b, 73). La salute fisica, è pertanto strettamente correlata alla salute psicologica ed è questo il punto di integrazione tra la formazione del carattere e la formazione fisica.
La vera educazione fisica, oltre che facilitare nel ragazzo un adeguato sviluppo fisico, tende a formare in lui delle abitudini e la capacità di dominio di sé, cose assolutamente rilevanti per il benessere dell’uomo.
B.-P. ha avuto il grande pregio di saper tradurre l’esperienza personale vissuta all’interno dell’esercito in un linguaggio adatto ai ragazzi, infatti sottolinea che la salute fisica non deve essere necessariamente il risultato di un duro allenamento a carattere militare. Molte tipologie di allenamento fisico, seppur si adattano bene al sistema muscolare, presentano degli elementi artificiosi che hanno come obiettivo quello di recuperare ciò che non è stato acquisito naturalmente.
Lo Scautismo si contrappone all’agonismo puro, all’esibizionismo basato su una specializzazione specifica ed estrema di prestazioni anormali, offrendo una vera educazione fisica: «sono i sani giochi all’aperto, le uscite ed i campi, oltre ad una sana alimentazione e ad un giusto riposo, a dare al ragazzo salute e forza in modo naturale, non artificiale» (Baden-Powell, 2006, 75).
IL BENESSERE E L’ARMONIA CON IL PROPRIO CORPO OGGI
Nell’epoca in cui viviamo «l’attenzione verso il corpo si è trasformata in una preoccupazione assoluta e nel più ambito passatempo della nostra epoca. Sono state accumulate fortune impensabili con il commercio di cibi e farmaci salutisti, macchinari e attrezzi per gli esercizi fisici, manuali di autoistruzione di medicina e di fitness. Seguire l’ultima novità in fatto di cura del corpo e cercare di sottrarsi al timore generato dal pericolo più recente per la salute, sono ormai gli indicatori principali di cultura elevata e buon gusto. Entrambi sono diventati il “dovere” primario nell’incessante compito della costruzione del sé» (Bauman, 1999, 143).
Vi è una continua, disperata e maniacale attenzione per le pratiche salutistiche per ottenere una migliore conservazione di un corpo che il tempo inesorabilmente danneggia. Si tratta di un corpo idolatrato che vede il proprio mondo interiore spegnersi un poco alla volta, sempre di più, davanti ad una crescente ed ossessiva preoccupazione per il rispetto dei canoni estetici esteriori, davanti a pesantissime e in alcuni casi mortali manipolazioni delle funzionalità organiche, davanti all’esasperato bisogno di gratificazione fisica.
Questa attenzione ossessiva, che potrebbe mascherarsi sottoforma di valorizzazione della corporeità, in realtà non è altro che aggressione e violenza verso di essa.
Esaltare l’importanza del corpo a scapito dello spirito e viceversa sono estreme manifestazioni di un’attenzione polarizzata solo su di un versante, che porta ad una incompletezza, disarmonia e disfunzionalità dell’organismo.
Uno degli esempi più significativi di come B.-P. concepisca la struttura umana è espresso chiaramente quando scrive: «non dir mai muoio finché non sei morto: è un detto degno di uno scout e se egli agirà in conformità, riuscirà a cavarsi fuori da molte situazioni difficili […]. Ma per questo bisogna, possedere quel misto di coraggio, pazienza e forza, che noi chiamiamo resistenza» (Baden-Powell, 2003, 244).
La «resistenza» di cui parla B.-P. è un’unità inscindibile tra fisicità e spiritualità: non è sufficiente il carattere, lo sforzo volontaristico, una pronta intelligenza, l’ascesi per la realizzazione umana nella sua pienezza, poiché chi vuole vivere coerentemente e in maniera significativa non può prescindere dalle suddette componenti adeguatamente ed armonicamente coniugate ad un corpo «pronto», ovvero fisicamente allenato (Baden-Powell, 2003, 244).
CONCLUSIONI
Uno degli scopi dello Scautismo è quello di offrire al ragazzo una serie di attività come sani giochi all’aperto, uscite, campi, oltre ad una sana nutrizione e ad un adeguato riposo che in maniera naturale apportano salute e forza (Baden-Powell, 2006, 75). B-P. fa leva sul senso di responsabilità personale e, quindi, sollecita ogni Scout e Guida a rispettare e prendersi cura del proprio corpo acquisendo buone abitudini, praticando sane regole di vita che portino a rifiutare tutto ciò che può arrecarvi danno.
Oggi il rapporto con il proprio corpo, in particolare in età adolescenziale, non è poi così semplice e pacifico. Basti pensare ai problemi derivanti da disturbi alimentari, oppure all’autolesionismo, all’assunzione di droghe, alcool, al consumo di tabacco. Gli educatori Scout nell’approfondire gli importanti contributi che Baden-Powell offre in tema di prevenzione e cura di sé, hanno un prezioso serbatoio di spunti di riflessione, sollecitazioni, stimoli per accompagnare bambine e bambini, ragazze e ragazzi nella loro crescita di futuri uomini e donne forti e pieni di salute, nel rispetto per il proprio corpo. Questo ha insito un ulteriore valore, cioè il rispetto per tutta la società che necessita di membri attivi che si preoccupino di salvaguardarla.
BIBLIOGRAFIA
BADEN-POWELL R. (2003b), Scautismo per ragazzi, Nuova Fiordaliso, Roma, 9a ed.
BADEN-POWELL R. (2006b), Il libro dei Capi, Edizioni Scout Fiordaliso, Roma, 9a ed.
BAUMAN Z. (1999), La società dell’incertezza, Il Mulino, Bologna.
BERTOLINI P. – V. PRANZINI (2003), Pedagogia scout. Attualità educativa dello scautismo, Edizioni Scout Nuova Fiordaliso, Roma.
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Alla luce di questa ottica risulta dunque fondamentale nel processo educativo una particolare attenzione anche alla fisicità della persona e al suo buono stato di salute, cose queste che, dal punto di vista del padre dello Scautismo, sono più importanti di una istruzione fatta sui libri e quasi ugualmente rilevanti rispetto alla formazione del carattere
La «resistenza» di cui parla B.-P. è un’unità inscindibile tra fisicità e spiritualità: non è sufficiente il carattere, lo sforzo volontaristico, una pronta intelligenza, l’ascesi per la realizzazione umana nella sua pienezza, poiché chi vuole vivere coerentemente e in maniera significativa non può prescindere dalle suddette componenti adeguatamente ed armonicamente coniugate ad un corpo «pronto», ovvero fisicamente allenato