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Essere uomini e donne di speranza

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3 minuti

MARIA CRISTINA VESPA

Chiamati ad essere testimoni e custodi di orizzonti di significato

Giovani tra incertezze e trasformazioni

In una modernità ormai gassosa, in cui la realtà sembra essere sempre più vaporizzata e polverizzata, è quanto mai complesso trovare punti di riferimento reali, solidi e tangibili. Viviamo in un tempo in cui i giovani sono sempre più esposti a profondi disagi esistenziali: ansie, incertezze sul futuro, difficoltà relazionali, solitudini emotive, crisi identitarie. Non di rado questi disagi si presentano in modo silenzioso, nascosti dietro un’apparente sicurezza o dentro il frastuono dei social. Davanti a tutto questo, la comunità educante adulta è chiamata a non voltarsi dall’altra parte, per riappropriarsi della sua naturale vocazione a educare con una presenza viva, affidabile e generativa.

Essere presenti davvero

Essere un adulto significativo non vuol dire avere tutte le risposte; significa, piuttosto, esserci, testimoniare e narrare il valore e la bellezza della vita, in tutti i suoi aspetti. Con costanza, ascolto, autenticità. Significa avere il coraggio di ascoltare senza giudicare, di accogliere senza avere la pretesa di risolvere tutto, di camminare accanto a un giovane, lasciando che sia lui a scoprire chi è, senza sostituirsi, guidando e orientando. Un adulto che sappia testimoniare la fiducia in un tempo che si chiama “futuro” si fa portatore di speranza nelle piccole scelte di ogni giorno, in ogni azione, in ciascuna decisione quotidiana: nel pensare, nel prendersi cura delle relazioni, investendo energie nel lavoro, organizzando il tempo libero, mettendo in campo quindi una serie di piccole speranze. Egli vive in quanto progetta, cioè letteralmente “getta avanti” a sé, si dà degli obiettivi, tende verso una meta, grande o piccola che sia.

Consegnare orizzonti di speranza

I ragazzi oggi non cercano risposte preconfezionate, ma hanno bisogno di adulti che offrano orizzonti. Orizzonti di senso, di possibilità, di futuro. Speranza, in fondo, è proprio questo: la capacità di vedere oltre, di credere che qualcosa di buono possa nascere, anche nelle situazioni più difficili. Un adulto che spera e consegna i valori di fondo dell’esistenza e del senso del vivere diventa un modello positivamente contagioso, una presenza che accende fari nella notte. I giovani non hanno bisogno di adulti perfetti, ma di adulti veri. Hanno bisogno di vedere che è possibile sbagliare e rialzarsi, che la vita può essere difficile ma anche meravigliosa, che le sfide si possono affrontare insieme. Dare orizzonti di speranza significa proporre visioni di futuro credibili e desiderabili. Significa far toccare con mano che il mondo può essere cambiato e che ognuno ha qualcosa di unico da offrire.

Abbracciare la vocazione di adulti

Essere adulti significativi è forse una delle sfide più belle del nostro tempo. Non servono supereroi dalle caratteristiche inarrivabili, ma persone autentiche, presenti, capaci di amare gratuitamente. Se riusciamo a far sentire ai nostri ragazzi che la loro vita ha valore, che c’è un posto per loro nel mondo e che vale la pena sognare e impegnarsi, allora, stiamo già seminando speranza, lì dove siamo posti. Solo così i più giovani possono ricevere il patrimonio di senso, di valori, di idee che può aiutarli ad orientarsi nella vita; solo così gli adulti possono accogliere i turbamenti, le domande, le inquietudini dei più giovani, facendosene carico e accompagnandosi a loro, nel cammino della loro crescita. È proprio all’interno di questo interscambio che l’adulto riconquista il profondo valore umano, la bellezza e la passione dell’educare, sapendo anche sostenere le fatiche e le sfide che questo meraviglioso compito comporta.

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