Come il rapido sviluppo informatico, i progressi tecnologici e l’esperienza digitale stiano influenzando il vivere in famiglia.
La famiglia è da sempre un elemento cardine nella struttura di ogni società e forse, per questo, siamo abituati a pensarla come un principio di stabilità, sostanzialmente immutato attraverso i secoli, nonostante, in realtà, le mutazioni siano state numerose e profonde in tutte le epoche.
Qui vogliamo richiamarne solo alcune che possono risultare significative per comprendere il rapporto tra famiglia e mondo del web.
Contrazione della famiglia e nuovi stili comunicativi
Un primo punto sul quale è bene soffermarsi è che, con il passare del tempo, si è assistito ad una sorta di “contrazione” della famiglia con l’affermarsi di coppie con un figlio o senza, famiglie con un solo genitore ed i single. Queste evoluzioni sono l’adattamento della struttura familiare al mutare delle esigenze economiche, sociali e culturali e, al contempo, i nuovi modelli di famiglia sono essi stessi causa di profondi cambiamenti sociali in una continua influenza tra istituzione familiare e realtà circostante.
La riduzione del numero dei componenti del nucleo familiare si accompagna ad una sensazione di graduale perdita del sentimento comunitario per sostituire il quale gli stili di vita attuali portano sempre di più ciascun componente a trascorrere la maggior parte della propria quotidianità in attività che vengono svolte lontano dall’ambito familiare. Le occasioni per vedere tutti i membri sono sempre più limitate e le comunicazioni tendono ad avvenire soprattutto da singolo a singolo. Anche le nuove tecnologie, per mezzo delle quali è possibile essere costantemente in contatto, consentono preferibilmente una comunicazione a due.
Per quanto questo possa apparire irrilevante, in quanto i diversi componenti della famiglia risultano comunque in collegamento tra loro, in realtà le dinamiche che entrano in gioco in una comunicazione duale sono diverse da quelle che si hanno in un contesto di confronto comunitario.
A molti dei nostri giovani sembra venuta a mancare questo tipo di esperienza di condivisione comunitaria trovandosi, quindi, ad affrontare contesti sociali come la scuola senza aver prima fatto un’esperienza protetta sul modo in cui si possano gestire le sollecitazioni, i problemi, ma anche le emozioni e le frustrazioni che qualsiasi contesto allargato di socializzazione presenta.
La scoperta della necessità di proporsi in un contesto più ampio può risultare per i nostri giovani più traumatica e difficile da gestire di quanto non fosse in precedenza. A questo si aggiunge che in passato, piuttosto che non affrontare il mondo, l’alternativa difficile e dolorosa era quella di chiudersi in se stessi tra libri e televisione o sfidare le proprie paure inserendosi necessariamente in un contesto di gruppo.
Il senso di frustrazione e di noia, che una volta poteva essere il motore per incoraggiarsi a proporsi all’esterno, non viene più percepito in quanto i giovani dispongono di un mondo Social che offre molteplici forme di comunicazione ed interazione web-mediate e che sembra corrispondere al loro bisogno di socializzazione schermata da tutti quegli aspetti emotivi ed affettivi di difficile gestione.
Mancanza di morale comune
In altre epoche la forte morale comune consentiva anche a genitori poco autorevoli per indole di educare i figli in modo efficace in quanto, attraverso questo sistema, si creava l’impossibilità da parte dei giovani di esprimere vedute diverse senza che fossero etichettate come pericolose stravaganze. L’autorità in famiglia era più spesso qualcosa di arbitrario da subire piuttosto che qualcosa da accettare per un valido motivo.
Oggi da una parte l’adolescente sente il diritto di costruirsi uno spazio proprio e quindi di porre una distanza per iniziare a fare esperienza, dall’altra questo processo è reso possibile dall’esistenza di limiti e regole che delimitano un campo circoscritto di azione con cui è possibile confrontarsi per sperimentare nuove situazioni con minore incertezza.
Accade, dunque, che ogni adolescente sano si scagli fisiologicamente contro le regole ignorando quanto l’esistenza delle regole stesse sia necessaria e funzionale alla crescita e all’acquisizione di un’identità personale, capace di contenere e di essere contenuta.
Per tale motivo la diminuzione di autorità nelle figure genitoriali non ha generato nei giovani un senso di maggiore libertà ma, al contrario, la frustrazione di sentirsi privi di strumenti adeguati a costruire, appunto, quella libertà.
È necessario riconoscere che sia difficile per un genitore svolgere la sua funzione. Non potendo più contare sul supporto di una cultura che tende a rafforzarne l’autorità, è chiamato a stabilire regole e limiti e a indirizzare i propri figli muovendosi in un mondo che gli è sconosciuto in larga parte.
Nell’odierna era digitale, la vera novità nel confronto genitori-figli non risiede in una rivisitazione del conflitto tipicamente presente tra essi durante la fase adolescenziale, ma nel suo dissolvimento.
L’impressione che si ricava, osservando le famiglie attuali, è che manchi un terreno comune che faccia da spazio al conflitto, ovvero un luogo di confronto e anche di scontro, come se la velocità avesse ristretto al minimo le esperienze condivise tra le due generazioni.
Non assistiamo, quindi, ad un incrocio, ma ad una sovrapposizione di mondi che non hanno modo di comprendersi o, nei casi più gravi, non ammettono l’uno l’esistenza dell’altro.
Questo non vuol dire che sia sparita la conflittualità, quanto piuttosto che essa sia divenuta sterile poiché si sviluppa in discussioni che testimoniano l’impossibilità di dialogare e litigare per mancanza di elementi condivisi che sono di solito relegati a questioni pratiche e di buon senso, in cui non si può fare a meno di creare contrasti.
Conclusione
Gli attuali ritmi di vita sono scanditi da un modo più intenso di vivere il tempo e lo spazio, in cui spesso vengono sacrificati importanti livelli di intimità nelle relazioni.
I figli sono indotti a trascorrere sempre più tempo in compagnia di un monitor (della TV prima, del videogioco o del computer dopo) invece che di una persona che possa essere vicina fisicamente, che possa guardarli negli occhi e in questo sguardo rispecchiarli emotivamente sostenendoli nel dare senso alle loro esperienze e rendendosi partecipe di esse; tutte cose che un monitor non è in grado di restituire.
In questo quadro di importanti trasformazioni, riteniamo che la famiglia rimanga indiscutibilmente il luogo previlegiato in cui vivere rapporti umani significativi, profondi e duraturi. Riguardo alla funzione educativa di Internet è utile ricordare che esso, con tutte le sue potenzialità e risorse, ha allargato a dismisura l’orizzonte degli adolescenti. Questo, invece di sostituire i genitori nei loro compiti, rende ancora più forte il bisogno di una guida sicura per imparare ad affrontare un ambiente che si è fatto così ampio da non riuscirne a cogliere in confini.
Fonti consultate
Di Gregorio L. (2017), La società dei selfie. Narcisismo e sentimento di sé nell’epoca dello smartphone, Franco Angeli, Milano.
Wallace P. (2017), La psicologia di Internet, Raffaello Cortina Editore, Milano.
Maria Cristina Vespa
Redazione Azimuth | mariacristina.vespa@azimuth.fse.it