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A come… Assertività: per sentirci bene con noi stessi e con gli altri

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Lo stile assertivo è una competenza che migliora la propria capacità di comunicare, definirsi ed affermarsi in modo efficace e costruttivo.

Che cos’è l’assertività

L’assertività è quella competenza sociale che caratterizza chi realizza se stesso manifestando le proprie doti ed esprimendo le proprie esigenze nel contesto relazionale.

È la capacità che consente di mettersi allo scoperto, prendersi lo spazio che spetta, saper esprimere le proprie opinioni, pensieri, bisogni, desideri, aspettative e sogni. Saper esprimere la propria identità, darsi valore, avere considerazione di sé, richiederne dall’altro e saperla allo stesso tempo offrire, saper dire “no” e mantenere comunque buone relazioni. Tutti aspetti che talvolta, possono bloccarsi nella loro attuazione.

Il concetto di assertività si accompagna con autorevolezza, autonomia, affermazione, autostima: un coro a più voci il cui motivo portante è l’autentica espressione di se stessi.

La parola deriva dal latino ad serere e significa proprio “asserire”, “affermare se stessi”. Tra le varie definizioni proposte nel corso del tempo, un generale consenso viene riservato oggi alla definizione di assertività come “la capacità individuale di riconoscere le proprie esigenze e di esprimerle con efficacia nel proprio ambiente, mantenendo, nel contempo, una positiva relazione con gli altri; oppure come la legittima e onesta espressione dei propri diritti, sentimenti, convincimenti ed interessi, evitando la violazione e la negazione dei diritti degli altri” (Galeazzi-Porzionato, 1998).

L’assertività, è quell’area intermedia lungo un continuum comportamentale che va dalla passività all’aggressività, estremi negativi e non funzionali caratterizzati dalla completa assenza di assertività (anassertività).

La differenza fondamentale è che lo stile di comportamento assertivo si basa sul rispetto e l’auto-responsabilità, fattori questi assenti nei comportamenti in cui essa non è presente.

Comportarsi in modo assertivo, vuol dire saper bilanciare i bisogni degli altri con i propri, è un gioco a due, a variabile zero, in cui non emerge uno sconfitto o un vincente perché entrambi gli interlocutori della relazione ne escono vincenti. I bisogni di entrambi vengono tenuti in considerazione e si può scegliere se dare la priorità alle necessità altrui o tenere maggiormente conto delle proprie, in base anche a fattori e valutazioni situazionali.

Le posizioni estreme di passività e aggressività non sono affatto indice di benessere personale, di efficacia e competenza relazionale. Possiamo così riassumerle.

Stile di comportamento PassivoStile di comportamento Aggressivo
  • Non riuscire ad esprimere i propri bisogni e a fare richieste.
  • Mettere da parte le proprie esigenze e i propri diritti.
  • Subire gli altri.
  • Avere difficoltà a rifiutare richieste.
  • Avere difficoltà a comunicare agli altri i propri sentimenti.
  • Avere bisogno di approvazione altrui.
  • Avere spesso paura di sbagliare.
  • Ritenere che gli altri siano migliori.
  • Avere difficoltà nel prendere decisioni.
  • Dirigere la rabbia verso sé piuttosto che verso la fonte della rabbia.
  • Sentirsi frustrati e scontenti.
  • Volere che gli altri si comportino come fa piacere a noi.
  • Non modificare la propria opinione su qualcuno o su qualcosa.
  • Decidere per gli altri senza ascoltare i pareri dei diretti interessati.
  • Non rispettare i diritti altrui. Non accettare di poter sbagliare.
  • Non chiedere “scusa” per un eventuale comportamento errato.
  • Non ascoltare gli altri mentre parlano.
  • Interrompere frequentemente il proprio interlocutore.
  • Giudicare gli altri e criticarli.
  • Usare delle modalità colpevolizzanti o svalutanti.
  • Considerarsi il migliore.

Le componenti del comportamento assertivo

Sono sei le componenti dell’assertività intesa come quella capacità di saper accettare sé e gli altri, di avere fiducia in sé e nell’altro, di difendere i propri e gli altrui diritti:

  1. Immagine positiva di sé: è importante avere una percezione adeguata di se stessi, potendo quindi costruire un’immagine lontana da atteggiamenti di falsa modestia e di eccessivo orgoglio.
  2. C ontatto con gli altri: uno degli aspetti più difficoltosi e sensibili nelle relazioni interpersonali è quello collegato alla comunicazione con l’altro, sapendo prestare un ascolto attivo ed empatico.
  3. Libertà espressiva: imparare ad indebolire le inibizioni che limitano il potere espressivo delle proprie emozioni e delle proprie opinioni ha come risultato una relazione qualitativamente migliore, all’insegna della trasparenza e dell’autenticità.
  4. Gestione delle richieste: Uno dei modi per difendere i propri diritti e sostenere i propri bisogni è quello di saper gestire richieste, ovvero saperle fare quando se ne ha il bisogno e rifiutarle quando giudicate ingiuste e inopportune.
  5. Gestione del feed-back: Questa componente riguarda l’abilità di dare e ricevere apprezzamento e affrontare le critiche. Dare e ricevere gratificazioni, quando i sentimenti che stanno alla base sono autentici e sinceri, è una modalità alla portata di tutti per migliorare sensibilmente la qualità della vita in famiglia, a scuola, nella professione, nei vari ambienti in cui prestiamo il nostro servizio. La critica offerta o ricevuta, se costruttiva, può essere una preziosa occasione di crescita. Altrettanto importante è il sapersi difendere da critiche manipolative e distruttive che possono ledere l’autostima della persona.
  6. Gestioni del conflitto: al fine di avere un buon rapporto con se stessi e con gli altri è fondamentale saper negoziare e trovare accordi che siano in grado di offrire vantaggi a tutte le persone coinvolte. Questa abilità consente di non essere sopraffatti ma allo stesso tempo di non prevaricare l’altro quando quest’ultimo presenta posizioni diverse dal nostro punto di vista.

Nota sul contesto culturale

La definizione delle abilità e dei comportamenti appena descritti, risente, tuttavia molto anche del contesto culturale di appartenenza che definisce le regole sociali e quindi l’appropriatezza o meno di alcuni comportamenti.

Le credenze culturali sulle differenze di genere complicano l’acquisizione di questa capacità di esprimersi e affermarsi. Può accadere che le aspettative di genere vogliano le donne gentili ed empatiche ma anche remissive e accondiscendenti; gli uomini duri e impassibili e orientanti ad uno stile maggiormente aggressivo, educati a non manifestare i propri sentimenti “perché queste cose non sono da maschi”.

In una cultura come la nostra, in cui l’aggressività, l’invidia sociale e la manipolazioni sono fortemente presenti, è possibile che la persona con comportamenti assertivi non venga né compresa né accettata con il rischio plausibile che le vengano attribuiti sentimenti ed intenzioni che non le appartengono.

Per concludere

Abbiamo visto come il comportamento assertivo rappresenta un’abilità essenziale nell’affermare se stessi in modo costruttivo, libero da passività o aggressività e frutto di scelte autonome e responsabili. Esprime la capacità di autoaffermazione soggettiva autentica ed efficace, finalizzata al raggiungimento dei propri obiettivi e della propria auto-realizzazione, nel rispetto di sé e degli altri. Sviluppare la propria assertività consente di comunicare adeguatamente opinioni personali, di trovare strategie efficaci per la soluzione dei problemi e di acquisire maggiori competenze utili a risolvere i conflitti nelle varie situazioni quotidiane, tutte questioni importanti nella vita personale e nel servizio educativo a cui ciascuno di noi è chiamato.

L’assertività è lo stile di comportamento a cui il Capo deve tendere, trasmettendo autenticità, apertura e flessibilità al cambiamento, consapevolezza dei propri pensieri e delle proprie emozioni sottostanti al proprio agire comunicativo, abilità interpersonali, capacità di mediare, di rischiare, di prendere decisioni, di programmare e confrontarsi costruttivamente.

Se vi siete lasciati incuriosire da questo articolo, un interessante modo per verificare e rilevare il vostro stile di comportamento prevalente è mediante un veloce questionario auto-valutativo, posto in calce a questo contributo.

Bibliografia e fonti consultate

Galeazzi A. – Porzionato G. (1998), Oltre la maschera, Carocci, Roma.

Gillen T. (1992), Assertiveness of managers, Gowan, Londra

Giusti E. – Testi A. (2006), L’Assertività, Sovera Editore, Roma.

Nanetti F. (2002), La forza di ritrovarsi, Pedragon, Bologna.

PROFILO DI ASSERTITIVITÀ (Gillen T., 1992)

Per ognuna delle affermazioni qui sotto descritte, scegli uno dei punteggi posti accanto e che indicano la frequenza con cui ti comporti in quel modo.

1 = molto raramente o mai

2 = raramente

3 = spesso

4 = Sempre o quasi sempre

Ho facilità nel prendermi carico di ogni situazione.1234
Mi adeguo ai piccoli riti della vita sociale, anche se non li condivido.1234
Quando mi trovo a litigare, non altero il volume della voce.1234
Non ho alcuna difficoltà a fissare una persona a lungo.1234
Mi sentirei perso se improvvisamente mi si chiedesse di affrontare un’emergenza.1234
Quando mi sento nervoso, mi strofino le mani.1234
Se la situazione lo richiede, non esito ad alzare la voce.1234
Per farmi strada nella vita, non uso né il sarcasmo, né l’ironia.1234
Penso che ogni persona abbia il diritto di comportarsi come meglio crede.1234
Ho facilità a dire quello che penso, anche quando ciò contrasta con il punto di vista degli altri.1234
Anche quando sono nervoso, le mani non mi tremano affatto.1234
Sono abbastanza critico nei confronti delle mie azioni.1234
Ho difficoltà a guardare dritto negli occhi la persona con cui sto litigando.1234
Per sottolineare un punto particolare della mia argomentazione, non ho difficoltà a puntare il dito contro uno dei miei interlocutori.1234
Sono convinto che tutti dovrebbero comportarsi nei modi richiesti dall’educazione.1234
Sono tenace e in genere raggiungo i miei obiettivi, costi quel che costi.1234
Quando litigo, so che il tremolio della mia voca mi fa apparire nervoso.1234
Anche quando ascolto gli altri, sono attento al mio punto di vista.1234
Anche quando gli altri ottengono da me delle concessioni, grazie alla simpatia che m’ispirano, mi assicuro che siano loro a decidere dei loro problemi.1234
Sono convito che lasciar trasparire i propri sentimenti sia utile nel creare un buon rapporto.1234
Se qualcuno cerca di prendere il sopravvento su di me, gli rispondo per le rime.1234
Uso il sarcasmo per far sapere agli altri quello che penso su di loro.1234
Mi sento a disagio quando gli altri mi criticano.1234
Quando gli altri si sforzano di farmi fare qualche cosa che non mi piace, riesco a trovare un compromesso che soddisfi tutti.1234
Non riesco a capire molte delle critiche che mi vengono rivolte.1234
Tendo ad affrontare i problemi in modo cauto e democratico, quando coinvolgono gli altri.1234
Mi imbarazza comunicare agli altri i miei sentimenti e le mie emozioni.1234
Quando discuto con qualcuno, sono pronto a preferire le sue proposte alle mie.1234
Se gli altri si trovano in difficoltà è un loro problema.1234
Ho difficoltà a mantenere il mio punto di vista, quando mi contrappongo agli altri1234
Ho imparato molto ascoltando gli altri.1234
Mi faccio facilmente intimidire dai prepotenti.1234
Penso che mostrare agli altri i propri sentimenti sia un segno di debolezza ed è per questo che non lo faccio.1234
Quando instauro un rapporto con gli altri, facilmente mi trovo a condividere i loro problemi.1234
Penso che mantenere saldamente il proprio punto di vista incoraggi l’altro ad accettare un compromesso.1234
Continuo a guardare gli altri finché non mi accorgo che ciò li imbarazza.1234

Ottieni il Punteggio Totale Assertività, sommando i punteggi indicati negli item: 3 – 8 – 9 – 11 – 18 – 19 – 20 – 24 – 26 – 31 – 35 – 36 = _____________________

Ottieni il Punteggio Totale Aggressività, sommando i punteggi indicati negli item: 1 – 4 – 7 – 10 – 14 – 15 – 16 – 21 – 22 – 25 – 29 – 33 = _____________________

Ottieni il Punteggio Totale Passività, sommando i punteggi indicati negli item: 2 – 5 – 6 – 12 – 13 – 17 – 23 – 27 – 28 – 30 – 32 – 34 = _____________________

Il confronto dei tre totali segnalerà la tua tendenza dominante ad uno stile di comportamento. È possibile visualizzare il tuo profilo trascrivendo i punteggi complessivi sui tre assi, come nell’esempio qui accanto. Collegando i punteggi otterrai un triangolo che ti indicherà il tuo orientamento prevalente.

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