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La Direzione di Gruppo non è un condominio

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3 minuti

Alessio Liguori

Alla scuola del discernimento comunitario

Venerdì sera, sala parrocchiale, la Direzione di Gruppo è riunita: si deve decidere chi guiderà il Riparto. Qualcuno dice “tocca a lui, ha più esperienza”, qualcuno altro risponde “largo ai giovani”, un altro ancora guarda l’orologio. Si vota, si sceglie per due preferenze e chi ha “perso” esce con la faccia di chi ha subìto una grande ingiustizia. Benvenuti alla riunione di condominio. 

Comunque tranquilli, non siamo i primi: una situazione simile l’hanno vissuta a Gerusalemme… nel 49 d.C.! Negli Atti degli Apostoli la comunità di Antiochia ha un problema: bisogna imporre la circoncisione ai nuovi credenti? Le posizioni sono opposte e la tensione sale; Paolo e Barnaba si recano allora dagli Apostoli. 

Uno per volta prendono la parola e senza intimare le proprie idee, raccontano ciò che il Signore ha fatto vivere a ciascuno: Pietro la sua esperienza con Cornelio, Paolo e Barnaba i frutti della missione, Giacomo la conferma della Scrittura.
Dalla decisione non esce un vincitore ma un consenso: “è parso bene allo Spirito Santo e a noi” (v. 28). E quando la lettera arriva ad Antiochia, i fratelli si rallegrano.

Ecco, forse potremmo farci aiutare da questo passo per riflettere sul modo in cui prendiamo le decisioni nei nostri Gruppi. Capite? 

Non si tratta soltanto di trovare un accordo pacificatore ma di imparare ad ascoltare ciò che lo Spirito dice alla (nostra) storia; di alzare lo sguardo e mettersi alla scuola del discernimento comunitario.

Cinque passi per passare all’opera:

  1. Questione importante e concreta. Non una discussione generale, non la scelta del pullman!
  2. Preghiera personale sulla Parola. Ciascuno, prima di parlare, si mette in ascolto del Vangelo e dei princìpi associativi, per mettere alla prova le proprie idee (non solo difenderle).
  3. Condivisione. Si dà a ciascuno la possibilità di raccontare la propria esperienza, valorizzando il contributo e la responsabilità di ogni membro della Direzione. Ricordiamoci che Paolo e Barnaba si recano a Gerusalemme dagli Apostoli: non avviano da soli il processo!
  4. Sintesi e frutti. Si privilegia il consenso maturato attraverso il confronto, anziché il semplice prevalere della maggioranza. Poi ci si chiede: la scelta favorisce la comunione tra i Capi, la crescita dei ragazzi e la fecondità del Gruppo?
  5. Lealtà nell’attuazione. Una volta presa la decisione, ciascun membro della Direzione si impegna a sostenerla lealmente, anche quando questo richiede di rivedere le proprie posizioni iniziali.

È un esercizio che apre alla relazione con Dio, liberandoci dall’autoreferenzialità e da una lettura impostata della nostra vita e delle nostre dinamiche. Le riflessioni e le esperienze che faremo nella preghiera personale potranno diventare tracce attraverso cui riconoscere la presenza di Dio. Imparare ad ascoltarle senza pregiudizi, è condizione fondamentale per la maturità cristiana e ci renderà capaci di riconoscere l’azione di Dio in noi e nelle nostre comunità.

Ecco, alla prossima occasione, sperimentate: una domanda chiara al centro, un momento di preghiera personale (magari aiutati dall’Assistente Spirituale) e un giro di parola in cui ciascuno racconta un’esperienza legata alla questione, non un parere. Un confronto franco alla luce delle evidenze. 

E se il condominio bussa, ricordatevi Chi state servendo.

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