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Il contributo dello scautismo alla chiesa di oggi

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Giancarlo Cascioli
Commissario della Regione Est- est@fse.it


Spunti dall’omelia della S.Messa presieduta da Sua Eccellenza Mons. Armando Trasarti Vescovo di Fano, in occasione dell’incontro del Consiglio Nazionale di marzo 2023

Il fine settimana del 18 e 19 marzo è stato per il Gruppo scout Fano 1 FSE un week-end molto importante. Il Consiglio Nazionale della nostra Associazione infatti, che dopo la pandemia si riunisce in modalità itinerante presso i Gruppi che lo invitano, ha accettato la nostra offerta di incontrarsi presso di noi.

Per i Capi del nostro Gruppo e anche per i nostri ragazzi è stata l’occasione per conoscere le persone che prestano servizio svolgendo incarichi nazionali, ma anche per i componenti del Consiglio stesso è stata l’occasione per toccare con mano l’entusiasmo per lo scautismo che c’è da queste parti!

I Capi del Gruppo hanno dato il loro meglio in quanto a sforzo organizzativo, accogliendo i Consiglieri che arrivavano da tutta Italia, e cucinando una cena a base di pesce che è stata molto apprezzata.

Tanti i Capi del Gruppo presenti ed anche i rappresentanti dei Gruppi limitrofi e i Capi più anziani che, avendo prestato il loro servizio anni fa a livello nazionale, hanno avuto l’occasione di rivedere vecchie conoscenze.

Domenica mattina tutto il Gruppo di Fano, dai più piccolini Lupetti e Coccinelle, ai Capi più grandi, assieme al Consiglio Nazionale si sono riuniti presso la chiesa del Prelato attorno al nostro Vescovo Armando Trasarti, per celebrare la Santa Messa.

Nella sua omelia il nostro Vescovo ci ha dato tantissimi spunti di riflessione e di approfondimento sul significato dello scautismo cattolico in questo nostro mondo contemporaneo, ed in particolare ci ha proposto tre sostanziali linee di meditazione circa il contributo dello scautismo alla Chiesa di oggi.

  1. Diventare sempre più una comunità credente ed educante seguendo due tracce, una che riceve e una che consegna: lo scautismo ha come caratteristiche specifiche la Legge e la Promessa per raggiungere questa meta. Senza regole non si vive; la Legge è pedagogia vivente e non è prepotenza perché è accompagnata dalla Promessa; la Legge vissuta da sola può diventare fredda, ma con la Promessa c’è il cuore poiché la Promessa è impegno personale di fronte agli altri e a sé stessi. Così si passa dalla Legge alla felicità, alle Beatitudini.
  1. Imparare facendo: lo scautismo applica una educazione attiva; il ragazzo apprende attraverso un coinvolgimento diretto, non a tavolino, che passa anche nella natura attraverso l’osservazione, la creatività, la sperimentazione e soprattutto l’attività personale. Lo scautismo ci fa passare da una Chiesa di documenti a una Chiesa di esperienza, in una continua interdipendenza tra pensiero e azione, tra praticità e valori.
  1. L’appartenenza a piccoli gruppi: il piccolo gruppo, che nello scautismo si traduce nella Sestiglia, nella Squadriglia, nelle varie Unità appartenenti alle tre fasce d’età in cui si articola un Gruppo scout, è l’ambiente ideale per l’integrazione, la mutua considerazione e la partecipazione dei ragazzi. Sono di qualcuno, sono con qualcuno.

Tutto questo si raggiunge se i Capi educatori acquisiscono consapevolezza di alcuni importanti pensieri:

  • La carità è “Restituzione”:

ho ricevuto molto, molto devo riconsegnare. Siamo stati (e siamo) amati: di fronte a questa eccedenza di dono, il Padre ci chiede di restituire non a Lui, ma al nostro prossimo.

  • Dal “mi piace”, “mi diverto”, al “mi sta a cuore”: capacità di sé:

chiaro e forte nella sua propositività, anche con capacità di sacrificio (il sacrificio non è fine a se stesso, è per la gioia) e di superamento delle difficoltà.

  • Acquisizione personale di valori da proporre con le parole e con i fatti:

essere educatore “adulto”, solido riferimento per i ragazzi, maturo, non perfetto (anche BP ce lo diceva!), ma testimone coerente nelle parole e nei fatti, nella proposta dei valori personali e condivisi, e con capacità di consegnarli ai suoi ragazzi.

  • Consapevolezza che i ragazzi hanno diritto di sentirsi amati:

non esistono ragazzi cattivi, esistono ragazzi o non amati o amati male. Oggi le situazioni di vita sono complicate, i ragazzi spesso vivono vite difficili. Farli sentire amati significa non farli sentire giudicati ma accompagnati.

In sintesi: lo scautismo è prendersi cura di questo mondo e di chi ci vive dentro. Siate orgogliosi dello scautismo, non fanatici, ma orgogliosi si!

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