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“Se piace a Dio, per sempre!”, l’abbraccio e il mandato di Papa Leone

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Giacomo Braghin

Sono forti le parole che Papa Leone XIV ci ha consegnato il primo giugno scorso in occasione dell’udienza per il cinquantenario della nostra associazione. Parole di stima per la testimonianza di fede che gli Scout d’Europa rendono da cinquant’anni, e di incoraggiamento per proseguire con fiducia nel nostro apostolato tramite lo Scautismo. Parole da ascoltare e meditare, e poi da mettere in pratica, perché ci indicano il giusto cammino che la Provvidenza ci chiama a percorrere all’interno della Chiesa.

Passata da pochi giorni la solennità di Pentecoste, cinquantesimo giorno dalla resurrezione di Cristo, il Santo Padre ha innanzitutto invocato per il nostro “cinquantesimo” lo Spirito Santo su ciascuno di noi: «Auguro che questa felice ricorrenza sia per voi come una nuova Pentecoste. Lo Spirito Santo scenda su ciascuno di voi, come ha fatto con gli Apostoli riuniti nel cenacolo». Due le indicazioni che ci ha consegnato, frutto del partecipare al dono di Cristo risorto: «testimoniare la bellezza della fede», «agire rettamente in ogni scelta di vita, in ogni nostra opera».

Forte è stata anche la chiamata a rimanere fedeli alla nostra vocazione di Scout d’Europa, vivendo lo Scautismo come mezzo per portare piccoli e grandi a Cristo. «In questi cinquant’anni, l’Associazione Italiana Guide e Scouts d’Europa Cattolici ha consolidato uno specifico stile educativo per declinare la testimonianza della fede. Utilizzando gli strumenti elaborati secondo l’intuizione di Baden-Powell, voi accompagnate ragazzi e ragazze all’incontro con Gesù, Maestro di vita buona, Amico fedele, Guida giusta e forte per il nostro cammino. […] La formazione di buoni cristiani e buoni cittadini rappresenta il fine del metodo scout».

Ma come raggiungere questo fine così alto che ci poniamo? Come guardare “ancora più lontano”? Papa Leone ci indica una via chiara: custodire la Parola di Dio e uniformare la nostra vita a Cristo. «Al libro della natura unite con saggezza la Parola di Dio, che custodisce il senso della storia e ci sostiene quando il sentiero della vita ci mette alla prova. […] Il Vangelo è ben più di un libro: è la persona stessa di Cristo, buona notizia per un’umanità confusa, illusa, delusa da molti mali». «Siete testimoni per i ragazzi a voi affidati: la coerenza della vostra vita e la maturità delle vostre scelte sono ai loro occhi un esempio molto importante che li aiuta a crescere». 

Il Santo Padre ha mostrato anche apprezzamento e stima per le nostre specificità pedagogiche, mezzi educativi quanto mai fondamentali nel mondo di oggi. «La scelta pedagogica della vostra Associazione si esprime, al riguardo, nell’educare in distinte sezioni maschili e femminili, per dedicare ai ragazzi e alle ragazze un’attenzione specifica. Esplorare in questo modo le caratteristiche fondanti dell’essere donna e dell’essere uomo è una dinamica propedeutica all’incontro autentico e consapevole con l’altro». E ancora: «Apprezzo anche la vostra scelta di coltivare come Associazione la dimensione dell’europeismo, non a livello politico, ma culturale, rinnovando l’impegno a costruire un’Europa dei popoli, non solo degli affari, unita dai più alti valori dell’umanesimo cristiano».

Infine, l’incoraggiamento a mettere al centro del nostro servizio la fede, e a rispondere con generosità alla chiamata che Dio fa alla nostra vita. «Vissuto nella fede, il servizio ci libera dalla tendenza a essere centrati su noi stessi, indifferenti e chiusi, aprendoci all’esperienza della comunità e al senso della responsabilità. […] L’avventura dello Scautismo aiuta a scoprire come la nostra umanità viene illuminata e coinvolta dall’opera di Dio, vero educatore di tutti noi». «Vivete dunque la bellezza della fede nei gesti quotidiani e nella preghiera condivisa, nei Sacramenti e nel discernimento della vocazione di ciascuno: rispondete con generosità all’appello di Cristo, che vi invita a salire in cima, a prendere il largo, a percorrere insieme il sentiero della virtù».

Davvero preziose queste parole di Papa Leone, che accogliendoci in Vaticano ci ha fatto sentire il suo affetto, e ci ha ricordato che non siamo soli. Nella Chiesa si cammina insieme, certamente insieme a Dio, ma anche ai fratelli e alle sorelle che Lui mette al nostro fianco. Continuiamo perciò «con gioia e impegno» questo lungo cammino iniziato 50 anni fa, fiduciosi che se saremo fedeli alla nostra vocazione, il Signore lo benedirà. Del resto, “Se piace a Dio, per sempre!”.

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