di Don Stefano Didonè, Facoltà Teologica del Triveneto, Padova
Stefano Morato
Redazione Azimuth – stefano.morato@azimuth.fse.it
Jack Frusciante non è più l’unico. Si potrebbe parafrasare così il titolo del famoso romanzo di Enrico Brizzi del 1994 che segnò un’epoca. Non è più l’unico, perché molti altri sono “usciti dal gruppo”. Più di quanto si pensi. L’indagine dell’Osservatorio Giovani dell’Istituto Giuseppe Toniolo di Milano sui giovani che hanno abbandonato la Chiesa (ma non necessariamente la fede) è una delle ricerche più interessanti degli ultimi anni nell’ambito della ricerca sociale. La dinamica relazionale che emerge da questo studio segue uno schema comportamentale ricorrente. Da una parte ci sono molti giovani che prendono le distanze dall’esperienza associativa e dalla Chiesa in generale, spesso senza particolari nostalgie e con biglietto di sola andata. Dall’altra ci sono gli adulti di sempre impegnati nella gestione dei gruppi e nella programmazione delle attività. Adulti che spesso di fronte ad una partenza, che di fatto è una chiusura, non si fanno molte domande: lasciano andare e dimenticano, presi dal ritmo frenetico del lavoro e dalle tante attività pastorali.
I dati quantitativi
La ricerca si basa su un campione di 101 giovani tra i 18 e i 30 anni, maschi e femmine, distribuiti su tutto il territorio nazionale. La traccia di intervista ha impegnato i giovani interlocutori sulla propria storia religiosa e sulla decisione di allontanarsi dalla Chiesa e dalla pratica religiosa. I risultati parlano da soli. La quasi totalità degli intervistati è stata avviata alla fede dalla famiglia e ha ricevuto i sacramenti (tranne la Cresima, in alcuni casi). Il confronto tra i dati di dieci anni fa e quelli attuali è impietoso. Alla domanda: “Credi a qualche tipo di religione o credo filosofico?” nel 2013 il 56% si dichiarava cattolico, oggi appena il 32,7%. Nel 2013 il 15% delle giovani e dei giovani si autodefiniva ateo, oggi è il 31%.
Questi dati quantitativi parlano da soli, ma ben più interessante è l’ascolto delle ragioni che stanno dietro a queste prese di posizione.
L’ascolto, le domande
L’ascolto delle motivazioni rappresenta una forma di doverosa restituzione di attenzione nei confronti di coloro che hanno impiegato anni di tempo, passione ed energie a servizio del Vangelo e delle comunità e poi se ne sono andati. L’indagine presenta una sorta di tipologia degli abbandoni, raccogliendo le diverse sfumature tra i singoli intervistati.
I risultati che emergono da questa ricerca sollevano molte domande, non più eludibili per quanti vivono un’esperienza di servizio. La prima domanda riguarda una questione di fondo: ci interessano ancora questi giovani usciti dal gruppo? Da parte dei ricercatori è stato faticoso trovare i giovani da intervistare perché spesso questa tipologia della popolazione giovanile scompare dal radar dei capi senza che poi ci sia la cura e il tempo necessario per cercarli. Non necessariamente per “farli tornare”, ma per essere comunità aperte e inclusive. Da qui nascono altre domande relative alla gestione del tempo dedicato al servizio, a come lo viviamo, a quanto lo riduciamo alla preparazione delle attività da fare e quanto spazio ha invece la cura delle relazioni con le persone. Se i giovani abbandonano le comunità cristiane appena iniziano ad entrare nella fase adulta della loro vita, che cosa non funziona nei nostri processi formativi?
Oltre a queste domande, diventate ormai ineludibili, appare necessariamente prioritaria una cosa sola: l’ascolto. I giovani vanno ascoltati senza pregiudizi e senza fretta, lasciando che le loro domande esistenziali emergano in tutta la loro forza. Il servizio dell’ascolto è il primo servizio di un buon educatore.
Stefano Didonè
(1975), presbitero di Treviso, docente di teologia fondamentale, dal 2020 è direttore di
Studia Patavina
, rivista scientifica della Facoltà Teologica del Triveneto di Padova. Ha pubblicato
La struttura antropologica della fede. Ripensare la teologia filosofica
(Glossa, Milano 2015) e
La libertà necessaria. Conversazioni su filosofia e teologia
(Proget, Padova 2017). L’ultima pubblicazione è
Niente sarà più come prima. Giovani, pandemia e senso della vita
(con Paola Bignardi), Vita e Pensiero, Milano 2021.