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Un incontro segnato dal destino: Robert Baden-Powell e Olave

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Attilio Grieco

Robert Baden-Powell si era convinto che il matrimonio non facesse per lui. A cinquantacinque anni, dopo una vita ricca di avventure, aveva ormai accettato l’idea di rimanere scapolo. 

Un suo caro amico, “Ginger” Gordon, del 15° Ussari, non aveva mai smesso di prenderlo in giro, definendolo uno scapolo irriducibile. Lui gli ribatteva che non aveva alcuna intenzione di mettere su famiglia e che, del resto, era certo che nessuna donna avrebbe mai voluto sposarlo. Ginger lo osservò con un sorriso beffardo e, con aria complice, replicò: “Cadrai anche tu, amico mio, come tutti gli altri, e proprio quando meno te lo aspetti!”

E così accadde davvero.

Baden-Powell si era dedicato a lungo all’arte di seguire le tracce e aveva imparato a ricavare il carattere di una persona dalle sue orme e dal suo modo di camminare. Gli esperti di tracce sono in grado di capire la natura, i gesti e persino le intenzioni di chi ha lasciato le impronte che osservano. Una punta del piede rivolta verso l’esterno, per esempio, tradisce un bugiardo; un avvallamento sul lato esterno del tallone rivela un animo avventuroso, e via di seguito.

Nel corso di queste indagini Baden-Powell era arrivato a stabilire che il 46 % delle donne si mostra audace con un piede e titubante con l’altro, e che perciò agisce d’impulso. Per questo, quando si imbatté in un caso diverso, la sua attenzione ne fu subito attirata. Era il 1910, presso la caserma di Knightsbridge a Londra, e Baden-Powell stava entrando nella caserma quando vide una giovane donna che passeggiava con uno spaniel. Non la conosceva e non riuscì a scorgerne il volto, ma la sua andatura lasciava intendere un carattere serio e onesto, dotato di grande buon senso e, al tempo stesso, di un certo spirito di avventura. In quella sconosciuta riconobbe una combinazione che lo incuriosì: serietà, rettitudine, buon senso e, nello stesso tempo, spirito d’avventura.

Quell’incontro fugace non ebbe alcun seguito. Baden-Powell non sapeva chi fosse quella ragazza e, ben presto, non ci pensò più.

Il caso volle che i loro cammini si incrociassero nuovamente nel gennaio del 1912, a bordo del transatlantico Arcadian, durante una crociera nelle Indie Occidentali. Olave, ventitreenne, viaggiava con il padre; Baden-Powell, che aveva trentadue anni più di lei, era diretto a New York, dove lo attendeva un ciclo di conferenze sullo scautismo negli Stati Uniti.

Questa volta ebbero occasione di conoscersi. Quando furono presentati, Baden-Powell osservò subito che la giovane gli sembrava una persona già incontrata. «Abita a Londra, vero?», le domandò. Olave rispose che viveva nel Dorsetshire. Il suo interlocutore, tuttavia, non si arrese: «Ma non ha uno spaniel marrone e bianco?». La risposta affermativa, accompagnata dalla sorpresa della ragazza, confermò il suo sospetto. «Non è mai stata a Londra, presso la caserma di Knightsbridge?». Sì, vi era stata proprio due anni prima.

La misteriosa sconosciuta era dunque lei!

A rendere ancora più singolare questa storia c’era un’altra coincidenza: Robert e Olave erano nati entrambi il 22 febbraio, rispettivamente nel 1857 e nel 1889.

La conoscenza nata durante quella traversata si trasformò rapidamente in amore. Nel settembre del 1912 i due si fidanzarono e, il 30 ottobre dello stesso anno, celebrarono il loro matrimonio.

Baden-Powell, che aveva sempre escluso di sposarsi, aveva dovuto riconoscere quanto fosse imprevedibile la vita. Raccontando questa vicenda nella sua autobiografia, la concluse con poche parole, semplici e significative: «Così ci sposammo – e fummo molto felici».

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