Veronica Di Pietro
Capo Gruppo Induno Olona I – veronica.dipietro@gmail.com
Il ricordo di Giovanni Mazzucchelli, Vice Capo Gruppo di Induno Olona I, deceduto dolorosamente il 16 settembre 2023
“Impossibile”. La nostra considerazione umana è finita davanti a eventi che non siamo in grado di concepire. E dire che Giovanni, proprio tu, amavi tanto quell’immagine di uno scout che con determinazione scalcia il suffisso “im” dalla parola impossibile.
Eppure, è successo. Ed oggi ci sembra impossibile scacciare quel suffisso per rendere possibile e accettabile la tua morte, improvvisa e sconsiderata.
Non sono in grado di raccontare i molteplici Servizi che ha svolto Giovanni in Associazione e fuori. Sono però in grado di condividerne alcuni tratti della sua essenza.
Servizio originale
Giovanni ha vissuto un servizio continuamente rinnovato. Penso a un servizio fresco come un fiume, che è continuamente partito e ripartito dalla Fonte per scorrere tenacemente fino a raggiungere tutti. Quando ripenso al suo modo di procedere sul sentiero, immagino un giovane fresco nelle idee e desideroso di confronto, relazione e crescita condivisa. Ha saputo custodire negli anni ciò che ha gradualmente appreso diventando uomo, non vecchio. Arricchendosi di ciò che l’esperienza della vita gli ha consentito, alimentando la freschezza degli incontri, allenandosi con la sua famiglia ad aprire le porte di casa per essere insieme luogo accogliente, in cui per ciascuno è stato possibile incontrare loro e sperimentare la presenza di Gesù. In una casa, in una coppia, in una famiglia.
Servizio intelligente
Giovanni, insieme a Claudia, sua moglie, ha saputo operare e stare nel mondo con finezza e intelligenza. Credo abbiano invocato lo Spirito Santo continuamente sul loro cammino di coniugi, intimamente. E credo che lo Spirito non si sia risparmiato in doni che loro stessi promulgavano ad altri nell’incontro e nella cura.
Il carattere di Giovanni è sanguigno, determinato, deciso. Delle volte controllare le reazioni davanti a situazioni non giuste gli è costato fatica. In molti abbiamo sperimentato la sua schiettezza. Alla base c’è però sempre stato uno sguardo lungimirante, un pensiero ampio, un desiderio di agire qui e ora per un bene che potesse durare più a lungo di un attimo.
Servizio di domande
Alla base della loro vita c’è stato il grande desiderio di raggiungere la felicità qui e ora. Giovanni e Claudia hanno camminato mano nella mano su quel sentiero colmi di fiducia e con la meta ben chiara nel cuore. Questo si è tradotto in un desiderio di sguardo profondo, introspettivo, intimo. In un cammino caratterizzato da soste nascoste allo sguardo altrui e colmo di domande. Domande di senso alla base di ogni passo, domande sull’umano e sul trascendente. Domande che cercavano risposta in relazioni autentiche, in un desiderio di vita sacramentale che fosse viva, in una Parola vivace e presente nella quotidianità.
LA LUCE DELLE STELLE MORTE
Così si intitola il libro sul mio comodino di M. Recalcati. Infastidisce la parola morte che evoca fine, buio, disperazione, accanto alla parola stelle. Parola di luce perenne, di nostalgia di qualcosa di bello e profondo, elemento che ci supporta nella contemplazione del creato e che a tratti ci ha avvicinato al Padre Celeste. Proprio le stelle che stanno accompagnando questo nostro triennio associativo.
“Quando guardiamo il cielo stellato sopra le nostre teste, ammiriamo una presenza che è fatta di assenza o una assenza che si rende presente. La luce infatti scaturisce da un’assenza che si fa presenza e da una presenza che evoca un’assenza. Vediamo la luce delle stelle brillare nel buio della notte senza pensare che sia generata da un oggetto già morto. È il volto più proprio della seconda nostalgia, della nostalgia- gratitudine: quello che è passato non è più tra noi ma, anziché diventare oggetto di un rimpianto regressivo, risplende nella sua assenza raggiungendoci come una visitazione inattesa”
Questa luce, profondamente ricca di ambiguità, chiara ma inafferrabile, viva ma generata da un corpo celeste spento, ci apre alla contemplazione di un mistero, perché essa stessa lo è. Ci piace ricordarti fra noi così, Giovanni, la luce che apre le porte al Mistero, alla presenza viva di Gesù Risorto fra noi.
Buona strada, Giò!