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Il valore di ciò che non ha prezzo

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3 minuti

Stefano Bertoni

Il Servizio scout e la sfida della gratuità in un mondo ossessionato dal profitto.

Provi mai la sensazione di dover sempre dimostrare qualcosa? Viviamo immersi in una cultura che misura il valore personale con il metro della produttività. Tutto deve produrre un utile immediato. Il tempo libero deve diventare un investimento. L’altro diventa spesso solo uno strumento per raggiungere un fine. 

In questo scenario, la prestazione e il successo professionale definiscono chi siamo. Chi rallenta rischia di restare indietro. Chi regala il proprio tempo senza chiedere nulla in cambio sembra quasi un ingenuo. 

Ma è davvero questa l’unica strada possibile per costruire il domani?

“Il vero valore di un uomo si misura da ciò che dà e non da ciò che è capace di ricevere”, diceva Albert Einstein, non uno qualsiasi.

Il Servizio come scelta controcorrente

Il Servizio scout spezza questa logica. Non produce dividendi economicamente calcolabili. Non genera punteggi su un curriculum. 

Quando un Capo o una Capo sceglie di dedicare il proprio fine settimana ai ragazzi, compie un atto radicale. Consegna il proprio tempo all’altro, senza pretese di ritorno.

La gratuità non è l’assenza di valore. È, al contrario, la presenza di un valore così alto da non poter essere comprato. Come ricordava il sociologo Zygmunt Bauman, la logica del mercato riduce le relazioni umane a beni di consumo. Il Servizio scout riconsegna dignità al gesto del dono. Riporta la persona al centro. 

Costruire una nuova cittadinanza

Educare alla gratuità significa gettare le basi per una nuova cittadinanza. Un cittadino formato al Servizio non chiede prima di tutto cosa la comunità possa fare per lui. Si chiede che cosa lui possa fare per la comunità. 

Questo cambio di prospettiva trasforma la società dal basso:

-Supera l’individualismo: insegna a guardare oltre il proprio interesse immediato.

-Restituisce valore alla gratuità: dimostra che le cose più preziose non hanno un cartellino con il prezzo.

-Crea legami autentici: fonda le relazioni sulla fiducia reciproca e sul bene comune.

Don Primo Mazzolari scriveva: “I giovani non hanno bisogno di sermoni, hanno bisogno di vedere la carità in azione”. Il Servizio è esattamente questo: una carità in azione che si fa pedagogia viva.

Restituire dignità al gratuito

Il cammino educativo che proponiamo ai nostri ragazzi passa dalle nostre scelte concrete. Se noi Capi misuriamo la nostra vita solo con le categorie dell’efficienza, cosa trasmetteremo a chi ci è affidato?

Scegliere il Servizio significa testimoniare che la felicità non nasce dall’accumulo. La felicità vera germoglia nella cura. Non si tratta di rifiutare la competenza o la professionalità. Si tratta di non fare della prestazione l’unico idolo a cui sacrificare la nostra umanità.

Un seme per il futuro

Il Servizio scout non è una fuga dalla realtà. È una presenza critica e profetica dentro la storia.

La prossima volta che ti chiederanno perché perdi tempo nel Servizio, rispondi con il sorriso. Stai costruendo il bene comune. Stai seminando gratuità in un terreno arido. E questo è l’unico modo per far fiorire il futuro.

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