Stefano Bertoni
L’accelerazione digitale cambia la nostra percezione del tempo. L’intelligenza artificiale offre risposte immediate a ogni quesito, eliminando l’attesa e semplificando la quotidianità. Eppure, questa velocità rischia di toglierci qualcosa di essenziale: lo spazio per la cura dell’interiorità.
Quando tutto scorre veloce, il tempo del pensiero profondo, della preghiera e dell’ascolto di sé si riduce. Forse ti chiedi come possa un giovane ascoltare la propria voce interiore se è costantemente sollecitato da notifiche e risposte automatiche. Il rischio è chiaro: vivere in superficie, incapaci di stare in silenzio con se stessi. Come osservava il filosofo Byung-Chul Han nel saggio La società della stanchezza (Nottetempo, 2012): “La perdita della capacità di contemplazione è legata al ritmo frenetico della vita moderna, che produce una profonda solitudine”.
L’illusione dell’efficienza e il vuoto dell’anima
L’intelligenza artificiale risponde al bisogno di efficienza e prestazione, ma la cura dell’anima richiede tempi distesi. La vita interiore non segue un algoritmo: necessita di pause, dubbi e attese. Se abituati a risposte immediate, i ragazzi rischiano di perdere la pazienza necessaria per comprendere le proprie emozioni e fragilità.
La cura dell’interiorità richiede presenza e veridicità, elementi che la velocità tecnologica rischia di dissolvere.
La risposta dello scautismo: il valore del silenzio e della strada
Di fronte a questa corsa, la nostra proposta educativa offre un’inversione di rotta concreta. Nello scautismo facciamo fare esperienza diretta della lentezza e dell’essenziale:
Ad esempio, per Esploratori e Guide, le uscite di Squadriglia impongono ritmi naturali. Per accendere un fuoco serve tempo: non esiste una scorciatoia digitale. Ciò insegna la pazienza e la cura delle cose semplici.
Per Rover e Scolte la strada nel Clan e nel Fuoco è il luogo dell’interiorità. Camminare in montagna per ore, in silenzio, permette di riordinare i pensieri. Il fuoco di bivacco diventa lo spazio sacro per condividere la propria vita e riscoprire la dimensione spirituale.

Vuoi custodire l’interiorità dei ragazzi durante le attività?
Prova queste azioni:
- Custodisci il silenzio: inserisci momenti di “deserto” durante le uscite. Bastano quindici minuti di silenzio individuale in mezzo al bosco.
- Valorizza la lentezza: proponi attività manuali che richiedono cura, come le costruzioni al campo o la cucina alla trappeur.
- Educa alla preghiera semplice: trasforma la verifica della giornata in un momento di ringraziamento profondo, lontano dalla frenesia.
In un’epoca che corre veloce, educare all’interiorità è un atto di coraggio. Aiutare una Guida o un Esploratore a ritrovare il silenzio significa fornirgli un’ancora per la vita. Sperimenta questi spazi di pausa nelle prossime uscite: vedrai la forza rigenerante dell’ascolto interiore.
