Maria Grazia Licata
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Un ricordo di don Sergio Aidala
Premessa
Quando mi è stato chiesto di scrivere qualcosa su Don Sergio Aidala, mi sono sentita non adeguata a raccontare chi e cosa ha rappresentato per molti.
Posso dire che per me è stato uno dei pochi sacerdoti a cui ho voluto bene con tutto il mio cuore. Lui c’è stato sempre per tutti e ovviamente anche per me. Come ultimo ricordo porto nel cuore la nostra telefonata avuta pochi giorni prima della sua salita in Paradiso. Quella domenica, una strana forza mi ha spinta a chiamarlo e lui, molto contento di sentirmi, mi ha raccontato che non stava molto bene e che non riusciva nemmeno ad andare in refettorio, ma si dava forza e voleva sapere di me e della mia famiglia.
Quando Don Sergio arrivò a Gela nel 1979, il Parroco lo nominò Assistente scout, e lui svolse quel servizio per ben 25 anni. Prete scout dalla testa ai piedi: indossava alla perfezione l’uniforme, con amore e rispetto. Lo chiamavano il “prete con i pantaloncini”, perché portava quasi sempre i calzoni corti ed il suo inseparabile cappellone. Ha frequentato i Campi scuola di Branca Lupetti come allievo ed ha conseguito il Brevetto. Oltre ed essere un infaticabile Assistente per il Gruppo, lo è stato anche in tantissimi Campi scuola.
Moltissimi ragazzi e bambini, oggi adulti, hanno avuto il piacere e l’onore di averlo conosciuto. Un uomo che, nonostante potesse sembrare rigido e severo, si faceva volere bene da tutti.
Con lui ci si confessava, si giocava, si imparavano la topografia e i nodi. Le sue celebrazioni erano brevi e quindi nessuno si annoiava. Non si è mai risparmiato nel servizio, ovunque gli venisse richiesto.
Ha vissuto a Gela fino al 1994, ma l’obbedienza salesiana l’ha portato successivamente a Messina, dove ha vissuto fino alla sua morte avvenuta il 24.11.2022. È stata dura lasciare lo Scautismo attivo, ma nel cuore è rimasto sempre fedele alla Promessa scout. A Gela aveva lasciato tutto, la sua biblioteca e tanti altri cimeli, ma aveva portato con sé la sua uniforme e non sono mancate occasioni per indossarla, come per il trentennale del Gruppo nel 1997.
A Messina, fino a quando la salute e la vista glielo hanno permesso, si è occupato a tempo pieno della biblioteca dell’Istituto Teologico San Tommaso, catalogando e sistemando migliaia di libri, moltissimi dei quali sono pezzi antichissimi e preziosi. Nel 2020 ha compiuto 50 anni di ordinazione e ci stavamo organizzando per fare una festa a Gela, ma il sopraggiungere del Covid non ci ha permesso di fare nulla. Poi è sopraggiunto un tumore, al quale ha reagito con fede e forza, senza lamentarsi e cercando di non essere di peso per nessuno.
Alcuni ricordi personali di chi lo ha conosciuto
“Il primo ricordo che mi viene in mente è quello di quando eravamo al Campo estivo regionale Guide a Godrano nel 1983. Ci aiutava a trasportare le casse di Squadriglia negli angoli. In quel Campo ho preso il Totem e me lo ha dato lui visto che la nostra Capo Riparto era senza alcuna formazione. Conservo ancora il tizzone. Ricordo anche il grande aiuto che ci ha dato al Jamboree del 1984 in Francia. Da lui ho ricevuto la benedizione per la mia Promessa di Guida e di Capo”. (Licata Maria Grazia).
“Ciao Don, sei stato un punto di riferimento della mia adolescenza, sei stato come un fratello maggiore, pronto a portarmi sempre sulla retta via quando sbandavo. Mi dispiace non poterci essere per l’ultimo saluto, ti porto nel mio cuore e nei pensieri più belli, riposa in pace, caro Don Sergio – Bisonte bianco ti dice arrivederci!” (Salvatore La Mantia)
“È stato la nostra guida spirituale negli Scout. Con lui ho preso la prima Comunione e la Santa Cresima. Dai Lupetti fino a quando sono stato Scout c’era sempre lui. Mi sono riaffiorati tantissimi ricordi. Riposa in pace, Don Sergio”. (Daniele Manichino)
“Dietro quel volto simpatico, a volte rude, si nascondeva un uomo di grande generosità, dedizione, attenzione. Un ricordo sempre grato di don Sergio Aidala, sacerdote e religioso salesiano”. (Antonio Cirinnà)
“Ciao, Don Sergio. Eri Kaa al Campo Scuola di Busnago del ’90. Arrivasti in treno e tornasti in treno, trascorrendo la mezzanotte del 31 dicembre in viaggio. Viaggio lungo, inutile dirlo. Questo fu, per me, uno degli esempi di Persone che hanno fatto una scelta chiara nella propria Vita. La Tua testimonianza di servizio verso il Prossimo e verso la nostra Associazione continua a farmi riflettere. Grazie per il Tuo esempio”. (Manfredo De Santis)
“Per chi ha avuto l’onore di conoscerti sei stato un dono di Dio. Ti ringrazio per essermi ed esserci stati vicino durante la nostra crescita di vita quotidiana e spirituale. Umilmente mi onoro di averti conosciuto e di aver percorso insieme a te la strada della vita”. (Carlo Cicarelli)
“Un sacerdote, un Salesiano, un Capo. Nessuno di questi ruoli era preponderante sugli altri. Era contemporaneamente Fratello e Padre, si vestiva degli stessi panni degli altri. Non elargiva prediche o rimproveri ma ti stava vicino con il giusto consiglio e affetto”. (Piero Scarpa)