Aurora Guglielmini
Lo spirito dei Campi Scuola è qualcosa di unico: non di rado, in questo momento di forte coinvolgimento spirituale ed emotivo, si stringono relazioni durature e si sperimenta l’opportunità di saggiare le capacità personali a più livelli, mettendosi in gioco e in discussione a 360°. È il coronamento, vissuto in forma personale, dell’impegno del Capo, così come il campo estivo lo è nell’ambito dell’unità all’interno della quale si vive il proprio servizio. Tornare a casa è assaporare per qualche giorno ancora quello spirito, quella cura della persona della quale si è stati destinatari, ma anche calarlo nell’esperienza scautistica quotidiana. In particolare, il tornare in gruppo e misurarsi con le dinamiche che lo riguardano, così diverse dalla quotidianità delle attività del campo, può disorientare. Bisognerebbe invece tenere presente l’importanza della testimonianza che si è chiamati a dare a seguito di quest’esperienza. Nella Branca Coccinelle, lo spirito caratteristico è quello della Gioia ed il Campo Scuola non fa eccezione: la Capo impara a scoprire, a possedere e a donare questa Gioia e, di ritorno a casa, è pronta ormai per dare testimonianza di ciò. Tale testimonianza è preziosa per chi non l’ha ancora vissuto, ma anche per chi sa bene cosa significhi, che in modo naturale è portato a richiamare alla memoria l’esperienza che ne ha fatto. Esattamente come in Branca Coccinelle, la Gioia va coltivata e alimentata: attraverso la formazione personale, spirituale e metodologica, la partecipazione alle attività in Gruppo e quelle proposte dal Distretto. È importante imparare a riconoscere e a (ac)cogliere le opportunità che vengono disseminate nel corso della Strada.

Allora bisogna rintracciare in quella luce che può accendersi al Campo Scuola qualcosa di unico da custodire come un bene prezioso, affinché sia una luce piena e in grado di illuminare molti voli, tra i Sentieri.
