Il cibo e la sua conservazione al Campo Estivo: spunti utili per l’angolo di Ssquadriglia.
Ripensando alle “fonti”, cosa ci dice B.-P.?
“Gli Scouts anziani fanno sempre molta attenzione a mantenere la cucina particolarmente pulita, dato che, se si lasciano in giro i rifiuti, le mosche si radunano con grande probabilità che esse infettino il cibo, portando malattie fra gli Scouts. Perciò tenete costantemente pulitissimi tanto la cucina da campo come il terreno intorno ad essa.”
B.P., “Scautismo per Ragazzi”, 9° CHIACCHIERATA AL FUOCO DI BIVACCO, CAMPEGGI, LA CUCINA
Nulla va sprecato.
-.- l’atteso suono del fischietto irrompe nel silenzio del campo. Il cambusiere di Squadriglia corre: cassetta, contenitori; è il momento di ritirare gli ingredienti per la cucina del pasto. Di rientro all’angolo Cucina si dovrà organizzare la dispensa. Gran parte del cibo si cucinerà subito, ma ciò che rimane dovrà essere conservato adeguatamente o riportato alla kambusa del Campo: nulla va sprecato.
Oppure… si potrebbero tenere le derrate nell’angolo di Squadriglia perché ciò consentirebbe (per i cibi non soggetti a rapido deperimento) di avere una scorta di alimenti che potrebbero arricchire i futuri menù consentendo di fare la differenza rispetto alle altre Squadriglie.
Una cucina refrigerata: ecco qualche idea.
E allora perché non pensarci prima del campo e affiancare alla cucina una kambusa magari refrigerata?
Al Campo, in un contesto in cui durante il giorno si raggiungono, sotto il sole, temperature di tutto riguardo, la conservazione del cibo diviene fondamentale. Queste possono accelerare il deterioramento di alcuni alimenti, oltre ad alterarne aspetti nutritivi aumentando la possibilità che si inneschino meccanismi che li rendano indigesti, o peggio, tossici. Inoltre, sono familiari le incursioni notturne di animali che normalmente abitano le zone che andiamo ad occupare per un paio di settimane e che potrebbero desistere qualora si trovassero del cibo contenuto al chiuso e sollevato da terra.
Una semplice costruzione leggera a fianco della cucina può aiutare a conservare il cibo e a lavorarlo in condizioni di igiene.
L’acqua che evapora sottrae calore
Il fenomeno fisico del “raffrescamento evaporativo o adiabatico” può inoltre aiutare a mantenere il cibo a temperature adeguate: l’acqua che evapora sottrae calore e, quindi, riduce la temperatura.
Se poi l’evaporazione avviene all’aperto, il raffrescamento è agevolato in quanto l’aria in movimento allontana lo strato di vapore mano a mano che viene prodotto ricreando le condizioni per una nuova evaporazione e sottrarre nuovo calore. Altra accortezza è quella di non mettere la kambusa in un luogo assolato. Quest’ultima scelta, unita al metodo del raffrescamento evaporativo, agevolerà la diminuzione della temperatura e la conservazione del cibo protetto dal telo.
Cosa serve?
Non serve molto: una bacinella piena d’acqua, un telo di cotone grezzo … e un sasso. La bacinella contenente l’acqua viene posta sotto il telo che sarà stato precedentemente bagnato. Per capillarità il contenuto della bacinella manterrà umido il telo con acqua peraltro non scaldata dall’irraggiamento diretto del sole.

